Toro

DATI DI RIPRESA

 

Camera: Canon 20D
Lens: Canon EF 35mm
Exposure: 16X600 sec. iso 800
Track: Vixen GP2
Software: MaximDL 5, Photoshop
Location: Casera Razzo (BL) Italy

Wiki info

 


 

IL MITO

 

Sicuramente la Mitologia Astrale di Igino è la fonte principale da cui attingere i racconti sulla costellazione (II, Toro-21): “Dicono che sia stato collocato in cielo perché trasportò Europa incolume a Creta, secondo il racconto di Euripide. Alcuni sostengono invece che quando Io fu trasformata in giovenca, per riparare al fatto Giove la trasferì in cielo, in modo tale che mostrasse ben visibile la sua parte anteriore in forma di giovenca, mentre il resto del corpo restava in ombra. Il Toro infatti è volto verso levante e le stelle che formano il suo muso sono dette Iadi”. Riporta un racconto di Ferecide di Atene in cui erano sette e venivano chiamate Ninfe Dodonee: Ambrosia, Eudora, Pedile, Coronide, Polisso, Fito, Tione. Esse furono le nutrici di Dioniso e Giove le ricompensò trasferendole in cielo. L’autore continua parlando delle Pleiadi come le descrisse il poeta Museo. Erano quindici sorelle figlie di Atlante e di Etra figlia di Oceano. Cinque di esse vennero chiamate Iadi perché morirono dal dolore per la perdita del fratello Iante, ucciso da un leone mentre stava cacciando. Delle restanti dieci, sette sorelle si suicidarono per i lutti subiti e furono chiamate Pleiadi perché la decisione del suicidio fu presa dalla maggioranza di loro (dal greco pleion, più numeroso).

Di seguito riporta un’altra versione ancora, forse la più conosciuta, in cui i nomi di Iadi e Pleiadi venivano fatti risalire a patronimici, cioè le prime venivano ad essere figlie di Iante e di Beozia mentre le altre dell’oceanina Plione e di Atlante. “Dicono che anche queste siano sette, ma nessuno può vederne più di sei. La ragione è che, delle sette, sei giacquero con immortali: tre con Giove, due con Nettuno, una con Marte. La settima, a quanto raccontano sposò Sisifo. Giove generò con Elettra Daradano, con Maia Mercurio, con Taigete Lacedemone. Nettuno ebbe Irieo da Alcione, Lico e Nitteo da Celeno. Marte ebbe Enomao da Sterope, che secondo altri fu invece la moglie di Enomao. Merope, sposa di Sisifo, generò Glauco che secondo i più fu padre di Bellerofonte.” La settima stella meno luminosa sarebbe Merope, perché imbarazzata dal fatto di essere andata in sposa ad un mortale, o secondo altri Elettra“perché dicono che le Pleiadi conducano la danza delle stelle, ma dopo la presa di Troia e la distruzione della sua stirpe, che discendeva da Dardano, Elettra, sconvolta dal dolore, si allontanò dalle altre e si stabilì sul circolo chiamato artico, dove la si vede, a intervalli lunghissimi, lamentarsi con i capelli sciolti. Per questo motivo fu chiamata cometa.”

Alla fine Igino conclude con il racconto della celebre fuga delle Pleiadi e della madre Pleione inseguite dal gigante Orione e della loro collocazione in cielo ad opera di Giove impietosito; “Così ancora oggi Orione sembra inseguirle nella loro fuga verso occidente”.